Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli.
Massimo Fini - Donne guaio senza soluzione, L’antefatto (il blog del Fatto Quotidiano), 27 marzo 2010
Purtroppo non è vero, infatti, che le opinioni di Fini sulle donne siano un esclusivo patrimonio “di una certa frangia del pensiero reazionario di destra”. Sono invece trasversali a una parte importante e numerosa del mondo maschile. E, come dimostra la cronaca politica, non sono nemmeno estranee , come dovrebbero, a tutte le donne. Solo che a differenza del razzismo che viene ormai apertamente sbandierato da alcuni partiti, queste cose vengono pensate, praticate e teorizzate, ma non vengono dette. Anche per questo si discute così poco della questione. Massimo Fini è insomma “politicamente scorretto”. Ma vale sempre la pena di leggerlo per ribellarsi e dirgli fatti alla mano che ha sbagliato. Nelle prossime settimane, come è in programma da tempo, apriremo un blog dedicato alla battaglia per la dignità femminile e per il rispetto dei generi. Sarà uno dei molti blog che intendiamo creare per dare una visione d’insieme della politica, dell’economia e della società italiana. Tutte questioni in cui le donne giocano un ruolo centrale, ma dalle quali vengono troppo spesso escluse.
Peter Gomez risponde alle tante richieste di presa di posizione nei confronti de “Il fatto” per la pubblicazione di alcuni articoli misogeni da parte di Massimo Fini- 4 luglio 2010
Un individuo che in presenza di testimoni ne chiami un altro “sporco negro”, o che faccia stampare frasi ingiuriose nei confronti degli ebrei e degli arabi, può essere processato e sarà condannato dai tribunali per “ingiurie razziali”. Ma se un uomo grida pubblicamente a una donna “puttana” e nei suoi scritti accusa LA DONNA di essere perfida, sciocca, volubile, ritardata mentale, di comportarsi da isterica, non corre alcun rischio.
Simone de Beauvoir – prefazione alla rubrica Le sexisme ordinaire, “Le temps modernes” n 329, dicembre 1973
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