<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description>qui si fa come con il maiale: non si butta via niente! il mio blog
link preferiti</description><title>Panzaldone: un tumblr tutto per me</title><generator>Tumblr (3.0; @panzallaria)</generator><link>http://panzallaria.tumblr.com/</link><item><title>I 10 anni del blog  "Così ha riscritto il mondo"</title><description>&lt;p&gt;HA dieci anni o dodici? Dieci da quando Peter Merholz scrisse, maggio 1999, “we blog”, inteso come noi blogghiamo, sulla fascia laterale del suo sito. E in quel momento il gergo tecnologico si fece verbo nell’uso comune e nei vocabolari, oltre che sostantivo (“weblog”), com’era già. Da quando, dodici anni fa, forse quindici, i pionieri avevano cominciato a sperimentare un modo per “auto pubblicarsi” i loro testi e foto senza chiedere permesso a nessuno. &lt;br style="margin: 0px; padding: 0px;"/&gt;Dieci anni e più di 150 milioni di blog più tardi, il mondo si è “blog-formato” senza saperlo. Ci siamo abituati a siti che dettano la legge del gossip, alla Cina che litiga nei blog, e dove i blogger sono arrestati, all’Iran dove qualcuno di loro è morto in carcere. E ai blog che si trasformano in giornali - qualcuno chiama ancora così l‘“Huffington Post”, una corazzata da 50 collaboratori e passa. &lt;br style="margin: 0px; padding: 0px;"/&gt;&lt;br style="margin: 0px; padding: 0px;"/&gt;Il blog da genere “antimedia” si è mutato in “mainstream”, abitudine di massa: abbiamo 11 milioni di iscritti a Facebook in Italia che ogni giorno bloggano senza sapere di farlo. Si è polverizzato nei “twitter” di 140 caratteri o nel “TumblR”, più lungo, ma sempre fulmineo nel testo o nelle sentenze. Tutte cose che si possono fare senza un computer: non c’è telefono “smart” che non abbia il suo programmino per pubblicare un “post” o per leggere il flusso dei “twitter”. Le idee si sminuzzano in uno spazio lungo quanto uno sms e stabiliscono la nuova unità di misura della comunicazione. Se n’è accorto il New York Times. &lt;br style="margin: 0px; padding: 0px;"/&gt;Da una settimana al giornale hanno nominato un “Social Media Editor”, si chiama Jennifer Preston. Si occuperà di “disseminare” le notizie del giornale, liofilizzate in micro messaggi, attraverso twitter, Facebook, MySpace e ovviamente attraverso i blog. E come si fa a viaggiare nel mare del social web? &lt;br style="margin: 0px; padding: 0px;"/&gt;Il link è il collegamento che ogni blog (o twitter o microblog qualsiasi) stabilisce con la fonte della sua notizia o della sua indignazione. Io cito te, tu citi me, e avanti così per migliaia di collegamenti. Parole che comunicano con parole. Che hanno i loro luoghi di aggregazione, tempeste di passaparola che possono far dimettere un ministro o fare a pezzi un titolo in borsa. Al New York Times hanno da tempo capito che la metà del loro traffico web - quindi circa 10 milioni di persone al mese - arrivano ai contenuti del giornale non da titoli o spassionata lettura, ma dai sentito dire di questa piazza. Quel passaparola è linfa vitale e non solo per il giornale. &lt;br style="margin: 0px; padding: 0px;"/&gt;&lt;br style="margin: 0px; padding: 0px;"/&gt;Ci sono organizzazioni intere che si dedicano all’analisi delle parole dei blog, di Twitter e Facebook. Un’industria allo stato nascente. L’ultima ricerca italiana in ordine di tempo, quella di “Liquida”, prende in esame 1 milione di post in 15mila blog e presto sarà settimanale. Non si limita alla statistica - hanno scritto 21mila volte “Berlusconi” - ma studia il contesto e il significato valoriale di quelle parole. Se a favore o contro Berlusconi. Per farlo si applicano tecniche avanzatissime, come quella del web semantico: linguistica e statistica, matematica e web, applicate al principio che l’informazione è un tesoro solo se sai portarlo alla luce. C’erano una volta i blog del sottosuolo e dell’antimedia. Era dieci anni fa. Forse dodici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vittorio Zambardino - &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/tecnologia/dieci-anni-blog/dieci-anni-blog/dieci-anni-blog.html"&gt;Repubblica web&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/116162143</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/116162143</guid><pubDate>Mon, 01 Jun 2009 10:37:34 +0200</pubDate><category>blog</category><category>web 2.0</category></item><item><title>lordbygon:

Bus Stop, 116</title><description>&lt;img src="http://2.media.tumblr.com/567tAyP3mnn0aixclmL3qEHCo1_r2_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://lordbygon.tumblr.com/post/109575029/bus-stop-116"&gt;lordbygon&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;

&lt;blockquote&gt;Bus Stop, 116&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/109615476</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/109615476</guid><pubDate>Mon, 18 May 2009 21:38:00 +0200</pubDate><category>fumetti</category></item><item><title>I vigili del fuoco e i terremotati</title><description>&lt;p&gt;I vigili del fuoco lavoreranno numerosi anche oggi a L’Aquila. I vigili del fuoco sono eroi. E non è retorica. Vi sfido a parlare con tutti gli Aquilani, uno per uno, e tutti vi confermeranno le mie parole. I vigili del fuoco sono eroi che ti parlano. Sono eroi che ti ascoltano. Sono eroi che ti capiscono. Sono eroi che rischiano le loro vite per recuperare anche un solo pezzetto della tua vita spezzata. Sapete, noi terremotati siamo strani. Quando ho saputo che la mia casa era distrutta, il primo pensiero non è andato alle cose di valore che ho perso. E’ andato ad una gonna con un pappagallo che avevo appena comprata. Assurdo. Mi attaccavo ad una cosa che non mi occorreva affatto. Come una bimba con il suo orsacchiotto.Un vigile del fuoco, salendo su una scala pericolante, me l’ha portata. Ed ha raccolto le mie lacrime, e la mia riconoscenza. E mi ha capita.Schernendosi. Gli Aquilani tutti pregano i vigili del fuoco di conservare per loro qualcosa che è stata recuperata. Come pegno di affetto. Come si farebbe con un familiare. E i vigili del fuoco la accettano, anche se non sanno cosa farsene. Perchè capiscono che ti fanno felice.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="http://miskappa.blogspot.com/2009/05/i-vigili-del-fuoco.html"&gt;Miskappa&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/103664556</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/103664556</guid><pubDate>Tue, 05 May 2009 09:39:20 +0200</pubDate></item><item><title>Cursus honorum di un'aspirante politica del Pdl</title><description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/02/22/aneg--140x180.jpg"/&gt;Si chiama &lt;a href="http://lagrandesorella.myblog.it/archive/2007/10/27/angela-sozio.html"&gt;Angela Sozio&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualcuno la ricorderà per aver partecipato alla terza edizione del Grande Fratello dove si è distinta per &lt;a href="http://ultronico.splinder.com/tag/angela+sozio"&gt;una serie di giochi “piccanti” nella vasca idromassaggio&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I lettori più attenti, qualche anno dopo, l’avranno certamente riconosciuta mentre &lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/04_Aprile/17/dagospia_angela_gf.shtml"&gt;mano nella mano passeggia in compagnia del Grande Nano&lt;/a&gt; quando fu beccato dai paparazzi, probabilmente a parlare di filosofia politica ad alcune vallette televisive. Quella volta, dai, che la Veronica gli scrisse una lettera pubblica in cui si diceva un po’ seccata di questo scoop.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;D’altra parte &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=171925"&gt;lei stessa aveva dichiarato che la foto compromettente costituiva un equivoco&lt;/a&gt;, trattandosi di una “riunione dei giovani di Forza Italia” (mi chiedo il mano nella mano del Cavaliere che momento della riunione fosse).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/elezioni-2009-1/pdl-21apr/pdl-21apr.html"&gt;Angela compare felice, contenta e anche soddisfatta sempre accanto a lui&lt;/a&gt;, il nostro Presidente del Consiglio, durante una &lt;i&gt;lectio magistralis&lt;/i&gt; dello stesso che &lt;b&gt;benedice le giovani candidate al Pdl&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma: pare che la giovine politica si sia distinta per raffinate e esimie qualità intellettuali tanto da poter ambire a rappresentare degnamente il popolo italiano tutto.&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/98661444</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/98661444</guid><pubDate>Wed, 22 Apr 2009 00:26:00 +0200</pubDate></item><item><title>L'Aquila non c'è più</title><description>&lt;p&gt;MARTEDÌ 7 APRILE 2009&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Eccomi qui. Gli ultimi post sono stati scritti non di mio pugno. Era la mia amica Chiara che scriveva da Bologna. Questa sono io. La situazione è tragica. Inenarrabile. Io e la mia famiglia abbiamo perso tutto: case, lavoro, vita passata, radici. TUTTO. Ma quello che vorrei urlaste al posto mio è la rabbia di essere stati lasciati soli. Noi Abruzzesi siamo stati mandati a morte scientemente. Erano mesi e mesi di scosse, e nessuno ne ha mai parlato. Nessun giornale, nessun TG. NESSUNO. NESSUNO.NESSUNO. Nessun piano di emergenza era stato approntato. Siamo stati mandati a morte. Avrebbero dovuto farci evacuare. Il terremoto del 700 ha avuto la stessa casistica, gli stessi tempi. Identico. E loro ci rassicuravano. Parlano di 200 morti. Bugia. Al momento sono mille. E non è finita. E gli sfollati sono 60mila.Denuncio quell’imbelle del sindaco Cialente. La presidente della provincia Stefania Pezzopane. Tutte le autorità. L’Aquila non è. Fu. E noi tutti con lei. Si entra in città e non si hanno più punti di riferimento. Mio marito è entrato stamani. E’ tornato al campo sfollati. Non connetteva. Non sapeva più neanche il suo nome. Sono lucida. Le cose che vi dico sono verità. A presto. Anna&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;(&lt;a href="http://miskappa.blogspot.com/2009/04/laquila-non-ce-piu.html"&gt;Miss Kappa&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/94103525</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/94103525</guid><pubDate>Wed, 08 Apr 2009 10:17:43 +0200</pubDate></item><item><title>«Noi comparse, noi fantasmi dobbiamo elaborare un pensiero»</title><description>&lt;p&gt;La mia è una generazione senza futuro. Di comparse, quando va bene, di fantasmi, quando va male. Il problema più grosso è l’invisibilità. Cerchiamo faticosamente, con tenacia e puerile sicumera, di crearci attorno dei micro-mondi fatti di relazioni, il compagno di vita, gli amici, i figli che siamo riusciti ad avere e quelli che ancora vorremmo fare, e chissà se ci riusciremo mai.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ci chiudiamo in queste piccole stanze rassicuranti, dove tutto è, o ci sembra, come noi, dove troviamo, sappiamo di trovare, conforto, calore, familiarità, condivisione. Non viviamo di massimi sistemi, ma di piccole cose, di dettagli insignificanti e importantissimi, essenziali, vitali in ogni nostro giorno su questa terra.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cerchiamo anche di tenerci svegli, di accendere il nostro cervello la mattina, dopo il caffè, per ripeterci fino alla nausea che abbiamo un obiettivo, che senza progetti non si può vivere, che dopo uno ne verrà un altro. Leggiamo moltissimo, la TV è un brutto scatolone grigio che staziona in soggiorno solo per pigrizia, o abitudine familiare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Mi ricordo quando era appena nata mia figlia. Avevo la certezza che sarei riuscita a superare lo sconvolgimento che aveva portato nella nostra vita di adulti giovani e liberi solo leggendo. Mi ricordo che pensavo a quale libro leggere ancora prima di aver finito quello precedente, per la paura di restare senza. La finzione che ti àncora alla realtà. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dobbiamo elaborare un pensiero. Dobbiamo. Per vincere l’invisibilità. Per sapere di averlo. Perché pensare è futuro. Io sono iscritta a un dottorato di ricerca senza borsa di studio. Se c’è tanto allarme perché presto i dottorandi e i ricercatori spariranno dimenticati, noi senza borsa questa condizione la viviamo da sempre. Mai nessun distinguo, invisibili. Ma non riesco ad abbandonare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Si parla di letteratura, e attraverso questa di filosofia della politica, di critica sociale, di storia della cultura. Si parla del mondo di ieri per analizzare il mondo di oggi. Si cerca di interiorizzare categorie che permettano di capirlo, di interpretarlo. Di superarlo. Ne ho bisogno. Non posso fare senza. Mi serve per sopravvivere intellettualmente in questo mondo sempre più gretto. Personalmente ho trovato questo modo, ce ne sono altri. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per guadagnare faccio l’impiegata con una borsa di studio. Ripeto, di studio. Non sono contata nel personale, quando ci sono solo io è come se non ci fosse nessuno, sono invisibile. Tuttavia ogni giorno apro la porta, rispondo al telefono, rispondo alle mail, e non studio affatto, lavoro. Sono ricattabile, anche se ho capito tutto devo far finta di no e ringraziare per l’opportunità formativa che mi stanno dando.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per il nido comunale di mia figlia, se non fosse per un altro lavoro saltuario, sarei madre non lavoratrice. Però faccio 36 ore la settimana. Non ho maternità, non godo di un trattamento previdenziale. Non avrò mai un TFR. La borsista non è una madre lavoratrice, però lavora.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Mi ripeto continuamente… questi sono i migliori anni della mia vita…&lt;br/&gt;Il problema più grosso è l’invisibilità. Se sei invisibile non hai prospettive, non hai un futuro. Questo oggi è un problema politico. La politica che tradizionalmente si rivolge a noi, generazione di anime alfabetizzate, non ha capito questo. Noi non siamo una categoria, e non vogliamo forse nemmeno esserlo. Non siamo “gli operai”, non siamo “gli studenti” o “i pensionati”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Siamo i precari? Senza dubbio, ma c’è così tanta disomogeneità che come si fa a definire questa una “categoria”? E’ molto difficile raggiungerci, parlarci, trovare un linguaggio che vada bene per tutti come per ciascuno. Sappiamo che un obiettivo comune è quantomeno auspicabile, se non necessario, ma non sappiamo come si fa. Nessuno ce lo ha insegnato, e anche adesso chi dovrebbe guidarci è totalmente incapace di vederci per quello che siamo. Se sei invisibile, sei solo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La questione non è che gli elettori di Berlusconi sono di destra. Anche, certamente, ma il punto è che non si sentono invisibili. Si riconoscono in lui, nei tristi figuranti delle sue trasmissioni televisive, avevano bisogno di questo e l’hanno trovato. Non se lo lasceranno scappare. Si sentono fortissimi. Il nostro avvizzimento è il loro principale alleato. La nostra solitudine, la paura di parlare delle nostre aspirazioni e desideri, l’incapacità di uscire da quelle stanzette, di difendere la nostra identità.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sono stata cresciuta da un padre di un rigore disarmante, per il quale la logica, la coerenza, la correttezza non sono mai state opzionali. Ora mi sembra di vivere nel mondo dell’assurdo e l’istinto più forte che ho è di fuggire e portare via mia figlia da questo paese senza speranza. E’ così faticoso ridisegnare ogni giorno i nostri contorni sempre più evanescenti che ci sentiamo debilitati, deboli, dove invece il paradigma dovrebbe essere “la forza fa l’unione”. Questo è il problema di una certa politica, di un certo Paese, nel nostro oggi. Un debole esercito di comparse, quando va bene, di fantasmi quando va male.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;05 marzo 2009&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di &lt;b&gt;Chiara Faiolo&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.unita.it/news/82470/noi_comparse_noi_fantasmi_dobbiamo_elaborare_un_pensiero"&gt;Lettere dal precariato - L’Unità&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/93180844</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/93180844</guid><pubDate>Sun, 05 Apr 2009 18:10:00 +0200</pubDate><category>precariato</category><category>maternità</category><category>politica</category><category>società</category></item><item><title>Un'altra, grazie</title><description>&lt;p&gt;Ma la cosa che definitivamente mi fa incazzare, è la scoperta della crisi. Torno alle prime righe di questo post: la crisi per un sacco di gente, soprattutto giovani, c’è da sempre. Da quando siamo usciti dalle superiori non fate che ripeterci che non c’è posto per noi, che siamo in esubero, che abbiamo studiato troppo o troppo poco o comunque cose inutili, che non avremo la pensione, che non avremo la mutua, che non avremo il mutuo, non avremo una casa, non avremo una famiglia. Da dieci anni ormai ci prendete e ci buttate, ci fate lavorare a singhiozzo, ci licenziate senza preavviso, ci fate pagare delle tasse senza darci nulla in cambio, e ora ci venite a parlare di contratti di solidarietà, di sussidi di disoccupazione, di cose che comunque varranno solo ed esclusivamente per i lavoratori già protetti, quelli sindacalizzati, quelli delle grandi aziende, quelli che non siamo noi. Per noi, è “No future” da quando siamo nati. &lt;br/&gt;
E ora che voi finalmente annusate un pochettino della merda in cui viviamo, ci venite a dire di non andare a berci una birra perché “non sta bene, c’è la crisi”? &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma andate a cagare, voi e la macchina per il pane.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="http://acasadiirene.blogspot.com/2009/03/unaltra-grazie.html"&gt;A casa di Irene&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/87381096</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/87381096</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2009 23:10:26 +0100</pubDate></item><item><title>cannella:

New Work: Murals for The Library Initiative</title><description>&lt;img src="http://21.media.tumblr.com/LMxlEexFTl6gosg7LyxBIBFJo1_r1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://cannella.tumblr.com/post/87321818/new-work-murals-for-the-library-initiative"&gt;cannella&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;

&lt;blockquote&gt;&lt;a href="http://pentagram.com/en/new/2009/03/murals-for-the-library-initiat.php"&gt;New Work: Murals for The Library Initiative&lt;br/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/87378460</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/87378460</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2009 23:07:45 +0100</pubDate></item><item><title>La moratoria degli ignoranti</title><description>&lt;p&gt;Su una cosa ha ragione, secondo me, Francesco Alberoni: ci vuole una moratoria. Ma a differenza di Alberoni, che per salvare gli insulsi giovani d’oggi spegnerebbe per due mesi l’anno YouTube, le chat e le discoteche (e ZetaVu spiega bene perché ha preso una cantonata), penso che a tacere dovrebbero essere, ma tipo per almeno dodici mesi l’anno, tutti coloro che non hanno idea di che cosa stiano parlando (ivi compresi molti miei colleghi giornalisti che rinnegano quotidianamente la loro professione, buona parte degli opinionisti buoni per ogni emozione, gran parte degli esperti di tutto e niente, e la quasi totalità della classe politica contemporanea). Di questi illetterati annacquatori di dibattiti digitali, criminali sabotatori di opportunità democratiche, assassini del buon senso non abbiamo alcun bisogno e io ne provo crescente orrore - appena mitigato nei casi, come credo sia quello di Alberoni, in cui mi immagino lo sforzo che la buona fede deve aver fatto per arginare l’arroganza delle dita mentre battevano sulla tastiera.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Poi se la prendono coi blogger. Ma i blogger - qualunque cosa siano - almeno parlano in rete, lasciando l’iniziativa e il filtro a ciascuno di noi. Siamo noi, immersi in una conversazione ricca e solidale, a contestualizzare e a valutare quel che fa per noi o che riteniamo sensato, paradossalmente arricchendo e non fossilizzando il nostro punto di vista. In tv, in radio, sui quotidiani - ancora molto influenti verso le grandi praterie non ancora connesse - no: il filtro è a priori, si suppone una scrematura della qualità e del pensiero che, quanto meno, dovrebbe ovviare ai deliri e alle distorsioni palesi della realtà (laddove ci si aspetterebbero opportunità divulgative e dibattiti costruttivi tra chi, conoscendo a menadito media digitali e network sociali, legge in modo differente opportunità e rischi). Invece da mesi si spara su internet dicendo, ventilando e legiferando colossali scemenze. Che peraltro non raggiungeranno nemmeno il loro scopo, perché minate alla base dalla stessa mancata comprensione dello strumento che ne ha dato origine. Ma che intanto stanno facendo perdere innumerevoli treni a questa nazione già molto mal consigliata, tra le risatine nemmeno più trattenute di mezzo mondo (perfino uno di solito misurato e accademico come Weinberger, voglio dire). Non è per le risatine, è per il nostro destino miserevole e decadente, che tutti vedono così chiaramente tranne noi che siamo impantanati fino al collo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.sergiomaistrello.it/2009/02/23/la-moratoria-degli-ignoranti/"&gt;Sergio Maistrello - La moratoria degli ignoranti&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/83267004</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/83267004</guid><pubDate>Tue, 03 Mar 2009 23:42:08 +0100</pubDate></item><item><title>Broadway-Pavia, no return</title><description>&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Gli altri genitori erano lì, preoccupati che il loro figlio fosse il più bello, quello che cantava meglio, quello che spiccava nel suo costumino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io ho cominciato a piangere non appena mi son seduta in teatro. Le recite di Alexander mi ammazzano. Al nido, la recita di fine anno con la consegna dei “diplomini di accesso alla scuola materna” si è scagliato urlante fuori dalla sala. Lo scorso anno è stato tenuto tutto il tempo dalla sua insegnante di sostegno, mentre fissava il vuoto del pubblico, con lo sguardo assente. E sua mamma che caragnava come una fontana in sala, in uno dei pochissimi momenti in cui, al buio, lascio che la mia durezza ceda il posto all’umanità ed alla commozione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ero tesa e umidiccia. Con la mia Eos già bella accesa, che aspettava di immortalare almeno un sorriso, uno sguardo interessato, un bambino felice. Ma avevo paura. Non avevo idea di cosa mi aspettasse, di come Alexander avrebbe reagito all’impatto con il pubblico, dopo esser stato tra l’altro, cosa che non succede mai, a scuola un’ora in più per prepararsi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sempre più umidiccia, con numerosi kleenex nella tasca, ho visto sfilare i piccoli, adorabili. Sapevo che dopo di loro arrivava il turno dei mezzani, la fascia in cui rientra il mio cucciolo di uomo, e la tensione mi si abbatteva addosso.  Partono. Le fatine, le stagioni, le stelle comete… mio figlio non c’è. Ma la stagione dell’estate chiama gli angeli del Natale e vedo Alexander con una tunica di seta azzurra, le decorazioni argento ed il viso disteso che, da solo, segue i suoi compagni e si mette in posizione come un attore consumato. Parte la canzoncina e si accendono le luci dei proiettori. Alexander si ripara gli occhi, ma rimane lì, sorridente, guarda tra il pubblico, mi vede appena sotto il palco, sorride, getta uno sguardo dietro le quinte alla sua insegnante di sostegno e continua a partecipare evidentemente soddisfatto alla recita. La canzone finisce. Alexander segue la formazione degli angeli e prende posto sulla panca a lato del palco, rispettando l’ordine stellacometa-angelo-stellacometa. Si siede e mi guarda. Mi guarda e sorride. Sorride e balla con i compagni al ritmo della musica muovendo il bacino e la testa. Io scatto, scatto, scatto e piango. Piango e gli sorrido. E lui ricambia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La signora di fianco a me, impassibile, mi fa notare che è uno scempio che le maestre lascino uscire i bambini con il vestito che ha la decorazione staccata, sta male nelle foto, beandosi che sua nipote ha il tutù più composto delle altre, le calzine più bianche, i pon pon più splendenti,  che poi riguardandosi tra qualche anno queste cose le noterà, che sono importanti, no? “Signora, per me il più grande traguardo è vedere il suo sorriso, vederlo lì sopra in piena consapevolezza. Di queste stronzate, mi scusi, non me ne frega un cazzo.” e sono andata avanti a piangere.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://blackcat.bloggy.biz/archive/3353.html/"&gt;Black Cat&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/67633463</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/67633463</guid><pubDate>Wed, 31 Dec 2008 09:50:55 +0100</pubDate></item><item><title>Crostata di farina integrale e di riso</title><description>&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;350 gr di farina di cui 200 integrale e 150 di riso&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;150 gr di zucchero di canna&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;2 uova&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;90 gr di burro (da aggiungere liquido)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;impastare il tutto con forza fino a ottenere un amalgama solido senza grumi; far posare per almeno 40 minuti in frigo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;tirare fuori, stendere nel contenitore preventivamente cosparso di burro, farcire di marmellata senza zucchero e guarnire con i residui dell’impasto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;cuocere in forno a 180 gradi per 20 minuti circa&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/65430505</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/65430505</guid><pubDate>Wed, 17 Dec 2008 23:11:41 +0100</pubDate><category>ricette</category><category>crostata</category><category>integrale</category></item><item><title>Sulla questione Rom</title><description>&lt;p&gt;Io l’ho sempre detto che è una &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/rom-rapimenti/rom-rapimenti/rom-rapimenti.html"&gt;leggenda metropolitana&lt;/a&gt; che i Rom rubino i bambini (grazie Eleonora per la segnalazione!), anche se &lt;a href="http://www.panzallaria.com/2008/05/27/vip-e-controvip/"&gt;in questo post&lt;/a&gt; mi hanno tirato le pietre proprio per questo.&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/59129514</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/59129514</guid><pubDate>Tue, 11 Nov 2008 12:40:48 +0100</pubDate><category>Rom</category><category>Italia</category><category>news</category><category>Repubblica</category></item><item><title>2012</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/obama-presidente-2/palin-porta-dio/palin-porta-dio.html"&gt;Uno dei motivi per cui si potrebbe credere che nel 2012 finirà davvero il mondo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/59128951</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/59128951</guid><pubDate>Tue, 11 Nov 2008 12:34:02 +0100</pubDate></item><item><title>The Future's So Bright</title><description>&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;(…) Lasciamo perdere l’Italia, per una volta. Non perché non sia importante – ma oggi non c’entra quasi nulla. Ha ragione Cacciari: &lt;a target="_blank" href="http://notizie.alice.it/notizie/politica/2008/11_novembre/05/usa_2008_cacciari_nessuno_si_appropri_di_vittoria_obama,16722904.html"&gt;è patetico&lt;/a&gt; appicicare su Obama il simbolino di questo o quel partito italiano. Per essere più chiari: la vittoria di Obama è una cosa grandissima, ma non avvicina di un giorno solo la fine di Berlusconi e del Berlusconismo. Ha più a che vedere col giorno in cui vedremo &lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Balotelli"&gt;Balotelli &lt;/a&gt;in nazionale. E col giorno in cui i cinesi di via Paolo Sarpi, se angariati, non chiameranno &lt;a target="_blank" href="http://piste.blogspot.com/2007/04/bandiere-rosse-milano.html"&gt;l’ambasciatore della Repubblica Popolare&lt;/a&gt;, ma il loro consigliere comunale eletto da loro – questi sono i regali che ci porta Obama. Per Veltroni, invece, niente. Ma non è neanche colpa sua. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sì, senza dubbio non è l’Obama italiano. Lo abbiamo già detto: uno è giovane, l’altro no; uno infiamma le folle e l’altro no; uno è l’outsider, l’altro no… ma non è nemmeno questo il punto. Se anche avessimo un Obama italiano, non vincerebbe le elezioni, esattamente come Kobe Bryant trapiantato nell’Udinese non segnerebbe per forza un gol. La politica italiana e quella statunitense sono due sport diversi, con regole diverse. Diverso è persino lo scopo del gioco. Il voto americano è un Atto di Fede. Per quattro anni i cittadini americani crederanno in Obama, poi si vedrà. Il voto italiano è un attestato di appartenenza. Essere di sinistra o di destra, per noi è ormai un destino. (…)&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/11/futures-so-bright.html"&gt;Leonardo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/58190093</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/58190093</guid><pubDate>Wed, 05 Nov 2008 22:11:57 +0100</pubDate><category>Usa</category><category>elezioni</category><category>Obama</category><category>Italia</category></item><item><title>Il Mostro unico - Stefano Benni</title><description>&lt;p&gt;Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini.&lt;br/&gt; Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.&lt;br/&gt; Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.&lt;br/&gt; E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.&lt;br/&gt; Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico.&lt;br/&gt; Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Secondo il DMU (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all’immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell’ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno. Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato. Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Proibito Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre Andersen era gay.&lt;br/&gt; Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me.&lt;br/&gt; Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera. Ma la vostra Ministra Unica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Stefano Benni&lt;/b&gt; - &lt;a href="http://www.stefanobenni.it/"&gt;&lt;a href="http://www.stefanobenni.it/"&gt;http://www.stefanobenni.it/&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/57571345</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/57571345</guid><pubDate>Sun, 02 Nov 2008 14:31:10 +0100</pubDate><category>Benni</category><category>decreto_Gelmini</category><category>maestro_unico</category><category>ironia</category><category>lettera</category></item><item><title>Niki Aprile Gatti</title><description>&lt;a href="http://nikiaprilegatti.blogspot.com/"&gt;Niki Aprile Gatti&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;La giustizia italiana. Un abisso di dolore. Un uomo che forse hanno suicidato. Purtroppo non si tratta di un film ma di una storia tristemente vera, raccontata da una madre che chiede giustizia. Solidarietà&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/56995401</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/56995401</guid><pubDate>Wed, 29 Oct 2008 23:13:05 +0100</pubDate></item><item><title>La blogfest: il nulla vestito a festa</title><description>&lt;a href="http://www.mazzei.milano.it/2008/09/17/la-blogosfera-italiana-alla-blogfest-il-nulla-vestito-a-festa/#comment-72998"&gt;La blogfest: il nulla vestito a festa&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;Un bel articolo di Marco Mazzei sulla Blogfest di settembre. Non c’ero ma richiama bene la sensazione che mi da, a volte, leggere alcuni di quei blog che fanno parte dell‘“intellighenzia” blogger italiana. Come se mi trovassi di fronte ad una pantomima del reale in cui si scimmiotta - male - le gerarchie e il nonnismo di certe Autorità nei confronti dei novellini. Secondo me la blogosfera è fatta di mille periferie anche se quella che ha visibilità fuori dai bit è sempre una sola: quelle delle scimmiotte.&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/56991413</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/56991413</guid><pubDate>Wed, 29 Oct 2008 22:46:00 +0100</pubDate><category>blogosfera</category><category>blogfest</category><category>post</category></item><item><title>gioco-storia di lettere e numeri</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://placidiappunti.tumblr.com/post/55748317/gioco-storia-di-lettere-e-numeri"&gt;placidiappunti&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://mareadiappunti.tumblr.com/post/55746312/gioco-storia-di-lettere-e-numeri"&gt;mareadiappunti&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Se lo leggi e lo capisci sei intelligente ed hai l’emisfero sinistro del cervello ben sviluppato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Se leggi le prime parole il tuo cervello decifrerà automaticamente il resto del testo.&lt;br/&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;UN 837 610RN0 D’357473 3R0 1N 5P146614 0553RV4ND0 DU3 81M83 610C4R3 N3774 548814, 574V4N0 74V0R4ND0 M0770 C057RU3ND0 UN C4573770 D1 548814 C0N 70RR1, P4554661 536R371 3 P0N71.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;QU4ND0 574V4N0 F1N3ND0 V3NN3 UN’0ND4 CH3 D157RU553 7U770 R1DUC3ND0 17 C4573770 4D UN MUCCH10 D1 548814 3 5CH1UM4… P3N541 CH3 D0P0 74N71 5F0RZ1 73 84M81N3 51 54R3883R0 M3553 4 P14N63R3, P3R0 1NV3C3 D1 QU3570 C0R53R0 P3R 74 5P146614 3 C0M1NC14R0N0 4 C057RU1R3 UN 477R0 C4573770;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;C4P11 CH3 4V3V0 1MP4R470 UN4 6R4N 73Z10N3;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;1MP136H14M0 M0770 73MP0 D3774 N057R4 V174 C057RU3ND0 QU47CH3 C054 P3R0 QU4ND0 P1U 74RD1 UN’0ND4 4RR1V4 4 D157RU663R3 7U770, R3574N0 5070 7’4M1C1Z14, 7’4M0R3, 7’4FF3770 3 73 M4N1 D1 C070R0 CH3 50N0 C4P4C1 D1 F4RC1 50RR1D3R3.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;(arrivato via email)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/55767078</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/55767078</guid><pubDate>Wed, 22 Oct 2008 13:20:25 +0200</pubDate></item><item><title>maisuccesso:
(via phonkmeister)</title><description>&lt;img src="http://9.media.tumblr.com/EGvAbTc5Kfd9g11nQipIhDRio1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://maisuccesso.tumblr.com/post/55757306/via-phonkmeister"&gt;maisuccesso&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;(via &lt;a href="http://www.phonkmeister.com/"&gt;phonkmeister&lt;/a&gt;)&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/55766622</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/55766622</guid><pubDate>Wed, 22 Oct 2008 13:17:25 +0200</pubDate></item><item><title>DIFLUOROCLOROMETANO : ovvero un bel racconto sull'antropofagia</title><description>&lt;p&gt;&lt;blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Purtroppo di antropofagia non si parla più, e non per il consumo spropositato di surgelati, che tanto ha influito sul crollo di ideologie e muri, soltanto a Barasso si è surgelato il quantitativo di 18 kilogrammi al giorno pro capite di asparagi per una nazione come il Belgio, o a Vimercate il pomodoro inscatolato un mese fa basterà alla sola città di Madrid per i 15 anni a venire.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Non per i  surgelati o il granchio in scatola non se ne parla più di  antropofagia.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Anzi sarebbe bello che quando qualcuno tira fuori quei discorsi sul futuro e le generazioni passate dirgli così, e chi se li è mangiati tutti quei surgelati? E anche quando ti dicono della precisione di quel tale economista dell’ottocento o talaltro del minuto fa, chiedergli così tra capo e collo veloce della polpa di granchio, sai te quanta polpa di granchio ci siam mangiati per fare i latin lover, negli anni? Per bloccare sul nascere una conferenza sugli idrocarburi e la loro scarsità, basterebbe minacciare di scongelare la pasta sfoglia o i funghi porcini lì seduta stante.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Negli anni è capitato saltuariamente che spuntassero fuori parlamenti sull’antropofagia, ma erano sempre storie risicate e marginalmente antropofaghe; qualche film, con uno che risucchiava la saliva fra i denti come atto cannibalico, ma serviva da ritmo per uno che nascondeva il pisello fra le gambe mentre ballava e cuciva vestiti, o quell’altro su quei disgraziati in aereo che finisce sul ghiacciaio, o quella storia dell’assassino col frigo pieno, un maniaco surgelante e seriale mica del sano cannibalismo; poi tutti un po’ avevano sperato in un ritorno antropofago quando un giapponese si voleva far mangiare e aveva messo un annuncio, niente da fare anche lì di nuovo un frigorifero di mezzo.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;E’ di  qualche ora fa la mia delusione.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;In Spagna si leggeva su un giornale, un uomo è stato fermato su un autobus dalla polizia perché ha morso ripetutamente una passeggera, e allora dico cosa mettono un titolo arrestato cannibale, e poi vicino di colonna sulla stessa pagina a uno in grecia che gironzolava per le strade di Atene con la testa della moglie mozzata.&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;Per quanto si possa apprezzare il tentativo di spolverare il mito e la simbologia sono storie raffazzonate, un novello Perseo col la testa dell’Idra, un redivivo Davide con la testa di Golia non han nulla a che fare con un goffo masticatore di passeggeri. (…)&lt;/p&gt;

&lt;/blockquote&gt;
&lt;p align="justify"&gt;continua su La &lt;a href="http://www.sagarana.net/rivista/numero33/sabato.html"&gt;Lavagna del Sabato&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;racconto sul concetto di antropofagia di Andrea Lucatelli&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://panzallaria.tumblr.com/post/55606791</link><guid>http://panzallaria.tumblr.com/post/55606791</guid><pubDate>Tue, 21 Oct 2008 15:30:06 +0200</pubDate><category>racconto</category><category>antropofagia</category><category>rivista web</category></item></channel></rss>
