Vis-à-vis, faccia a faccia, guardiamoci negli occhi e riprendiamoci una relazione interrotta, una porzione di spazio pubblico.
Nel percorso automobilistico cittadino, ogni giorno incrociamo decine di attraversamenti pedonali. Innumerevoli volte ci si pone la scelta fra rallentare e arrestare il veicolo per far passare i pedoni o proseguire indisturbati.
Guidatori e pedoni non si vedono. Peccato, perchè ho scoperto che si perdono uno spettacolo.
L’automobilista che si ferma al passaggio pedonale può veder disegnata sul volto del passante un’espressione appartenete ad una vastissima gamma, che va dalla sorpresa al ringraziamento, dall’indifferenza al sospetto, …
La reazione del pedone sulle strisce quando l’automobilista lo lascia passare, è sotto gli occhi di tutti, eppure, o forse proprio per questo motivo, passa inosservata.
Il progetto vis-à-vis nasce come tentativo di riportare l’attenzione su quei gesti, su quelle espressioni, tante e tanto diverse.
Valorizzare la percezione di sé e della relazione con il prossimo nel contesto stradale, suscitando la curiosità nel fermarsi per vedere che faccia si vedrà.
Che spettacolo!
Recupero della terza dimensione stradale. Non più solo nastro ininterrotto, ma geografia tridimensionale.
E poi, io (automobilista) vedo te. Tu (pedone) vedi me? O il parabrezza è uno schermo?
Il primo step del progetto l’avete davanti agli occhi: questo blog.
Una galleria virtuale di ritratti, assolutamente autentici, di attraversamenti pedonali quotidiani. Fotografie fatte di parole.
Ad essa fa seguito la realizzazione di flash mob in cui le immagini prendono corpo e figura, utilizzando le mie narrazioni come sceneggiature di una messa in scena che possa restituire a un pubblico più ampio, con installazioni site specific, il carattere virale del progetto.
Fotografie, pannelli, installazioni, performance, visi che vi-si metteranno davanti agli occhi per essere guardati.
L’esperimento è aperto, per questo scelgo la forma di blog: ad attività avviata, gli utenti saranno invitati a collaborare inviando i loro “ritratti” e le loro osservazioni e commenti.
Progetto vis-à-vis di Chiara Trevisan
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