Il dato preoccupa se si guarda alla crescita che è bassa anche perché il paese non utilizza appieno le risorse dei giovani e delle donne. La Banca d’Italia ha calcolato che se il Paese riuscisse a centrare l’obiettivo di Lisbona dell’occupazione femminile al 60% il Prodotto interno lordo crescerebbe del 7%. Altri calcoli, come quello elaborato dalla Confartigianato basato sul Pil pro capite, indicano all’8,2% il progresso del Prodotto in caso di crescita dell’occupazione al 58,1%, cioè la media Ue nel primo trimestre del 2011. Saccomanni illustra anche i dati forniti dalle indagini dell’Ufficio studi dell’Istituto di via Nazionale, in particolare quelli sulla presenza femminile nelle posizioni di vertice. Sul 40% di lavoratrici dipendenti nel settore privato tra i 15 e i 44 anni, le dirigenti sono il 24%; se si sale alla fascia d’età tra 45 e 64 anni sono il 15% sul 36% di presenza femminile occupata. La situazione è migliore per le dirigenti donne nel settore pubblico dove rappresentano, a seconda dell’età, rispettivamente il 45% e il 36%.